Iraq, attacco Usa: ucciso generale Soleimani

03 gen 2020

La tensione è più alta che mai. Gli Stati Uniti annunciano l'uccisione del Comandante iraniano Qassem Soleimani. Ali Khamenei, guida Suprema dell'Iran, lancia messaggi di vendetta. Un raid americano è avvenuto intorno a mezzanotte all'aeroporto di Bagdad e ha ucciso 8 persone. Alcuni missili lanciati da un drone hanno distrutto un convoglio delle PMU, le Forze di mobilitazione irachene, mentre accompagnavano una delegazione dei guardiani della rivoluzione di Teheran. Tra le vittime il leader delle PMU, Abu Mahdi Al Muhandis, numero due della coalizione di milizie paramilitari sciite filo iraniane operanti in Iraq. L'ordine è arrivato da Donald Trump. Lo ha comunicato il Pentagono con una nota in cui si scrive “Difenderemo sempre i nostri interessi.” Nella notte il Presidente ha postato la bandiera a stelle e strisce. “Una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste si sono macchiate del sangue di Soleimani e degli altri martiri dell'attacco”: è stata la risposta di Ali Khamenei. Soleimani, 62 anni, è considerato una delle figure centrali della strategia iraniana in Medio Oriente. Gli USA lo ritengono un militare sanguinario, storico comandante delle guardie della rivoluzione e uomo chiave del regime degli Ayatollah che stava progettando attacchi contro diplomatici e militari americani. Il raid è arrivato due giorni dopo l'assalto da parte dei miliziani sciiti all'ambasciata USA a Baghdad, che esorta tutti i cittadini americani a lasciare immediatamente il Paese. Diverse le reazioni di manifestanti iracheni. L'Iraq è sempre più base americana in Medio Oriente dopo la chiusura della Turchia, da cui sarebbero state trasferite diverse bombe intelligenti.

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