Israele, 40% coste sommerse da marea nera

24 feb 2021

Macchie di petrolio hanno invaso il 40% della costa di Israele, 170 chilometri di spiagge, scogliere tra sabato e domenica sono state letteralmente trasfigurate da dozzine di tonnellate di petrolio, versato in alto mare. Le pattuglie aeree inviate non sono state in grado di individuare gli autori, ma di mappare le macchie di greggio tra 200-500 metri dalla costa, poi i forti venti e mareggiate hanno spostato la marea nera sulla terraferma, intorno ad Aifa, fino al Libano del Nord. L'indagine per stabilire le cause con l'aiuto dell'ente europeo per il traffico marino e il supporto dei riscontri satellitari è stata secretata dalla Magistratura israeliana per l'estrema delicatezza della materia. Centinaia di volontari militari, forze di polizia, intanto, stanno tentando di bonificare le spiagge e gli scogli che restano off limits per tutti gli israeliani fino a nuovo ordine. Imponente l'impatto della marea nera sugli animali. Decine le tartarughe marine, trovate morte. Secondo Schawn Golstin, direttore dell'autorità israeliana per la natura e i parchi, la fuoriuscita sposta in avanti di 3 decenni gli sforzi per proteggere rinnovare la biodiversità lungo la costa. Il premier Benjamin Netanyahu, dopo il sopralluogo a sud di Tel Aviv ha promesso di sostenere la bonifica serviranno milioni per ripulire la costa documentare l'entità del danno. Un disastro ambientale che ha riacceso in Israele il dibattito sulla necessità di affrancarsi dalle energie fossili e cambiare strada, sull'esplorazioni e le estrazioni di petrolio offshore, rilanciando il piano delle rinnovabili che, nonostante le evidenze sui cambiamenti climatici, appare ancora indietro.

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