Israele al voto domani per eleggete la Knesset

08 apr 2019

Da 10 anni le ultime elezioni in Israele sono sempre state definite come un referendum pro o contro Netanyahu. E certamente anche in occasione delle elezioni 2019 non si potrebbe dire altrimenti. Il principale partito di opposizione all'attuale Premier non fa mistero di avere come obiettivo proprio quello di far fuori dal potere Netanyahu. Non il suo partito, il Likud, ma il Premier. L'opposizione quest'anno è rappresentata dalla nuova coalizione centrista chiamata “blu e bianco” come i colori della bandiera. È guidata dall'ex Capo di Stato maggiore Gantz, dall'ex giornalista ultra laico Lapid e da altri due capi dell'esercito. Non escludono, se vincono, di proporre un'alleanza a Likud se si libererà, appunto, del suo leader Netanyahu. Intanto il coloratissimo puzzle della popolazione israeliana guarda decisamente più a temi sociali ed economici che a quelli politici e del conflitto. L'economia va abbastanza bene, disoccupazione bassa, Pil al 3%. Gli israeliani laici e lontani dalla politica chiedono un costo della vita meno caro. Gli arabi israeliani, circa un quinto della popolazione, chiedono più servizi e meno violenza nelle loro comunità. Un altro settore significativo della popolazione israeliana è costituito dagli ultra religiosi. Molti di loro non riconoscono la validità delle elezioni e in assoluto lo stato di Israele, è considerato troppo laico. Molti altri invece votano sempre per i due partiti ultra religiosi che potrebbero essere, anche in questo caso, l'ago della bilancia di queste elezioni.

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