Israele, il lockdown ferma le principali festività religiose

14 set 2020

Il secondo lockdown in Israele, inizierà venerdì, alla vigilia di Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico apre una stagione di festività religiose. Non è un caso che la nuova chiusura nazionale durerà esattamente il tempo di queste celebrazioni, 3 settimane. Le autorità temono infatti le riunioni sociali caratteristiche di queste feste, i pasti condivisi, le congregazioni per la preghiera, i servizi religiosi. 10 giorni dopo il Capodanno ebraico, che cade il 18 settembre, c'è Yom Kippur. Ventiquattro ore di digiuno in cui la legge religiosa impone l'astensione dal cibo e durante le quali valgono le stesse regole di sospensione del lavoro e dell'attività del sabato, ma in cui ci si riunisce per pregare. Aal 2 al 7 ottobre è poi celebrato Sukkot, la festa delle capanne, questo il significato della parola ebraica. In Israele balconi, giardini, si riempiono di piccole strutture costruite con foglie di Palma per ricordare il periodo biblico di vita nel deserto dopo l'esodo dall'Egitto sulla via della terra promessa. Israele chiude proprio prima di queste celebrazioni religiose perché i contagi nel paese di 9 milioni di abitanti hanno raggiunto i 155000 e la settimana scorsa per due giorni consecutivi hanno superato la soglia quotidiana di 4 mila. Questi dati e le misure necessarie per limitare l'infezione aggravano un divario sociale esistente tra comunità religiose e laici. In questi mesi le restrizioni parziali imposte dal governo hanno incontrato l'opposizione di rabbini, ministri, deputati ultraortodossi che resistono alle limitazioni delle attività nei quartieri più religiosi. Preghiere di gruppo, lezioni nelle scuole religiose, matrimoni e funerali, con centinaia di partecipanti. Queste aree sono spesso focolai del virus. La comunità ultraortodossa, assieme a quell'arabo israeliana, è la più colpita dal Covid 19 e quelle in cui maggiore è il dissenso contro le misure restrittive. "Volete un lockdown durante le festività perché non volete che le persone preghino" ha accusato Yakov Litzman, Ministro dell'edilizia e membro di un influente partito ultraortodosso che ha da poco dato le dimissioni in protesta. contro i giorni di chiusura.

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