È stato l’ultimo grande vecchio della politica israeliana. Shimon Peres era sicuramente il politico dello Stato ebraico più popolare all’estero. Nato nel 1923, in Polonia, a undici anni emigra con i genitori nell’allora Palestina sotto mandato britannico. Si mette presto in mostra nei movimenti sionisti da giovane socialista utopista. Nel 1948 nasce Israele e scoppia la prima guerra arabo-israeliana. Peres all’età di 25 anni riceve il compito di responsabile dell’armamento e del regolamento del neonato esercito israeliano. Poco dopo, senza quasi alcuna esperienza militare, viene nominato Capo della Marina. Le sue qualità di leadership, di organizzatore, di fine politico emergono già al tempo. Ben Gurion, Primo Ministro e fondatore di Israele, stima il giovane Shimon e lo nomina Direttore generale del Ministero della difesa. A Peres è indissolubilmente legato il progetto nucleare israeliano, ne è il grande regista nei primi anni Sessanta. Organizza la guerra del Sinai del 1956 e l’operazione Entebbe, il salvataggio di cento ostaggi di un volo Air France dirottato in Uganda. La carriera di Peres continua tra incarichi di governo e di partito; diventa Premier e leader del partito laburista, carica che perderà nel 1992 a vantaggio del suo storico rivale interno Yitzhak Rabin. .























