Jamie Oliver rischia il fallimento per i suoi 25 ristoranti

22 mag 2019

Da lontano tutto sembra normale, ma quando ci si avvicina i segnali sono inequivocabili. La porta è sprangata, all'interno le sedie sono impilate e il locale appare abbandonato. Amministrazione controllata e ristoranti chiusi, termina così la storia di Jamie’s Italian la catena di ristoranti di cucina italiana fondata nel 2008 nel Regno Unito da Jamie Oliver, uno dei primi chef star, scrittore, personaggio televisivo, testimonial di un'alimentazione più sana dai risvolti sociali. Martedì il turno della mattina è iniziato come di consueto, sono stati apparecchiati i tavoli all'aperto, la cucina ha iniziato i preparativi per il pranzo, fin quando non è arrivata prima una e-mail e poi una telefonata. Una sorta di fulmine a ciel sereno che annunciava la chiusura di questo ristorante come di altri 21 locali in tutto il paese. In questo momento rimangono aperti soltanto i tre ristoranti che si trovano all'aeroporto di Gatwick. Ci racconti cosa è successo? Ma ve lo aspettavate? No, nessuno sapeva niente. Fulmine a ciel sereno, completo. Sì, sì, sì. Com’è andata ieri, che vi hanno detto? Niente, che hanno chiuso, che è in amministrazione controllata e quindi niente, non c'è lavoro, finito. Massimo lavorava in questo ristorante come chef dal settembre del 2017. È un nome così famoso. E sì, infatti siamo rimasti tutti sbalorditi per questo motivo qua. Ma andava male? No, no assolutamente lavorava, anzi. Party, eravamo sempre busy, insomma, c’era sempre gente, non lo so cosa sia successo, non lo so. Siamo veramente tutti rammaricati. Secondo gli analisti, a pesare è stata la crisi del settore, le catene di ristoranti sono in difficoltà in tutto il paese, è una gestione sbagliata di un impero cresciuto troppo in fretta. La sorpresa però è comune anche se non erano mancate le avvisaglie. Il Queens Head era frequentato dai dipendenti del ristorante, erano molto arrabbiati, ci racconta Jiover, che poi aggiunge: siamo stati preoccupati tutto l'ultimo anno da quando Jamie ha chiuso i primi ristoranti. E in effetti già 12 mesi fa era stata sfiorata la bancarotta, evitata grazie a 17 milioni di sterline di denaro fresco. Questa volta i 4 milioni messi da Oliver non sono bastati. Sono profondamente dispiaciuto soprattutto per i lavoratori che ci hanno sempre creduto, le sue parole. E proprio ai dipendenti pensa Dina, che ha letto della chiusura sui giornali ed è venuta con il marito a controllare di persona. In 1000 restano senza lavoro, è un peccato, ci dice, mi dispiace molto per loro.

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