Julian Assange, storia del fondatore di WikiLeaks

11 apr 2019

Forse oggi si scrive l'ultimo capitolo della lunga e tormentata storia di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, il sito di informazioni top secret che aveva svelato al mondo i retroscena della guerra in Iraq e in Afghanistan, ma anche le operazioni messe in atto dagli 007 americani in giro per il pianeta. Era il 2010 quando il volto di Julian Assange compare sulle prime pagine dei quotidiani di mezzo mondo: il The Guardian, il New York Times, il Der Spiegel, solo per citarne alcuni. Il giornalista australiano, non solo diffuse centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del Dipartimento di Stato, ma svelò anche operazioni militari segretissime, migliaia di file divulgati, alcuni anche drammatici, in cui venivano documentate uccisioni di civili da parte delle truppe americane ed inglesi che gettarono nel più cupo imbarazzo i vertici militari che proprio in quel periodo vivevano uno dei momenti più difficili. Nel febbraio 2011 un Parlamentare norvegese lo candida al premio Nobel per la pace, mentre un anno più tardi, nel 2012 arriva dalla Svezia la richiesta d'arresto. Accusato di stupro e molestie sessuali, Assange, pensando di essere di fronte ad un pretesto per essere poi trasferito processato per spionaggio e diffusione di segreti di Stato negli Stati Uniti, invece di consegnarsi a Scotland Yard per essere estradato, si rifugia nell'Ambasciata dell'Ecuador, a cui chiede asilo il 19 giugno del 2012. Oggi, dopo quasi sette anni, il Presidente ecuadoregno Lenin Moreno ha ceduto alle pressioni americane ed ha revocato questo provvedimento ed ora Assange rischia seriamente l'estradizione in America, dove lo attende con ogni probabilità l'ergastolo.

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