Kashmir conteso, l'India cancella l'autonomia della regione

05 ago 2019

È probabile che la decisione dell’India di abolire l'autonomia costituzionale del Kashmir, scatenerà una tempesta politica e sociale nella regione. L'iniziativa del partito nazionalista del premier Narendra Modi vuole diluire la presenza musulmana, di fatto accelerando l'integrazione forzata del Kashmir, con la conseguente minaccia dei leader locali che hanno più volte ammonito il Governo del crescente clima di tensione che la modifica Costituzionale provocherà. L'articolo 370 della Costituzione indiana conferiva uno status speciale al Jammu e Kashmir e consentiva al Governo centrale di Nuova Delhi di legiferare solo su difesa Esteri e Comunicazioni, il resto spettava al Parlamento locale. Questo significa che la Regione sarà sotto l'amministrazione di Nuova Delhi e non avrà quasi alcuna autonomia. La disputa sul Kashmir fra le due potenze nucleari, l'India e il Pakistan era iniziata nel 1947, quando i britannici rinunciarono all'India come colonia e divisero il territorio in due nuovi paesi indipendenti. L'India a maggioranza induista e il Pakistan a maggioranza musulmana. Da una parte del territorio pakistano, nel 1971 nacque invece il Bangladesh. Negli accordi però non era stato chiarito lo status del Jammu e Kashmir. L’india occupò due terzi della regione, mentre il Pakistan annesse la parte restante.

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