Kashmir conteso, prima vittima tra manifestanti anti India

07 ago 2019

Nonostante il coprifuoco imposto dal Governo centrale per evitare le manifestazioni in Kashmir, un manifestante è morto a Srinagar, principale città della regione indiana, epicentro delle proteste anti-Delhi. La polizia ha diffuso la notizia raccontando i dettagli della tragedia. L'uomo sarebbe morto durante un inseguimento dopo essere saltato nel fiume Jhelum. Si tratta della prima vittima ufficiale da quando il Governo nazionalista indù del premier Modi ha revocato l'autonomia costituzionale dello Stato a maggioranza musulmana di Jammu e Kashmir e imposto un blocco totale della regione, isolandola di fatto dal resto dell'India. Oltre la prima vittima, secondo i media locali, ci sarebbero almeno sei feriti. A gettare benzina sul fuoco le parole del Premier del Pakistan, che ha avvertito sulle possibili conseguenze della crisi, lasciando intendere che sarebbe pronta anche a una guerra con l’India. Khan porterà la questione davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma il Governo indiano del primo ministro Narendra Modi va dritto per la sua strada. Mentre l'associazione buddista di Ladakh festeggia il decreto, la Corte Suprema indiana riceve la petizione contro la revoca dello statuto speciale del Kashmir ritenuta illegale. La crisi ha provocato reazioni a livello internazionale. La Cina, vicina di casa, si scaglia proprio contro l'India, definendo inaccettabile la decisione di Nuova Delhi di riorganizzare il Ladakh come unione territoriale. E Nuova Delhi risponde: è una questione interna, non intervenite.

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