Kobe Bryant, l'omaggio dei tifosi allo Staples Center

28 gen 2020

La città degli angeli piange uno dei suoi angeli più grandi. Los Angeles si tinge di viola e oro, i colori dei Lakers, che sono diventati in queste ore i colori di un lutto inconsolabile. La processione dei tifosi è incessante di fronte allo Staples Center, la casa di Kobe Bryant per vent'anni. C'è chi lascia un fiore, chi una candela, chi una sciarpa. Tanti, tantissimi i palloni di fronte ai megaschermi che proiettano il sorriso contagioso di Bryant e di sua figlia Gigi appena tredicenne. Anche lei un talento del basket, anche lei su quel maledetto elicottero che si è schiantato sulle colline di Calabasas. C'era troppa nebbia per volare, il pilota andava troppo veloce. Sono tante le teorie che si inseguono in queste ore per cercare di spiegare questa tragedia che ha strappato la vita anche di altre sette persone. Ieri si è fermato anche il Senato americano per un minuto di silenzio prima delle udienze del processo per impeachment contro il Presidente Trump. Ma il dolore di tutto un Paese si concentra soprattutto nella sua città che è rimasta improvvisamente senza uno dei suoi re. “Ha avuto un impatto su di me che andava oltre al basket. Quando ero adolescente non avevo una figura di riferimento maschile e prendevo esempio da lui per come si comportava, per come parlava di varie tematiche come la vita, coltivare le proprie passioni, gli amori, come bisogna prendersi cura dei propri cari ed essere sempre una guida”. “Era una leggenda perché era una persona eccezionale, non solo in campo, anche fuori. Un fatto interessante è che dopo il suo ritiro ha promosso lo sport femminile. E' una questione che deve aver sviluppato dopo aver avuto quattro figlie. Cosi ai miei occhi, come donna, è diventato ancor di più una leggenda”. Per molti qui Koba Bryant non era soltanto un esempio di sport, ma di vita per quella sua “mamba mentality”, la voglia di superare i propri limiti, quell'essere sempre la versione migliore di se stessi, che secondo molti rimarrà probabilmente la sua eredità più grande.

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