La battaglia in Usa per sancire l'uguaglianza di genere

18 gen 2020

C'è voluto quasi un secolo, questa settimana il congresso della Virginia ha ratificato l'Equal Rights Amendment, meglio conosciuto come ERA. È un emendamento alla Costituzione americana che sancisce l'uguaglianza fra uomini e donne di fronte alla legge statale e federale. I padri fondatori infatti, pensarono principalmente agli uomini quando, nel 1787 scrissero la Carta Costituzionale e questo, a detta delle migliaia di donne che si sono battute nel corso degli anni, per correggere questa stortura, ha permesso ai legislatori di portare avanti i provvedimenti che contribuiscono a rallentare una vera parità. L'ERA venne presentato per la prima volta al Congresso nel 1923 dalle attiviste suffragette, agli inizi degli anni '70 l'emendamento venne approvato dalla maggioranza qualificata delle due camere, ma per la sua entrata in vigore era necessaria anche la ratifica di almeno 38 dei 50 stati. All'epoca venne dato tempo fino al 1982 per raggiungere questo obiettivo. La scadenza passò, ma il numero di stati che avevano approvato l'ERA non era ancora sufficiente. Eppure negli anni, soprattutto da quando è nato il movimento Me Too, la spinta per raccogliere le adesioni necessarie è tornata a farsi sentire. La Virginia, forte della nuova maggioranza democratica nella sua assemblea locale, ha deciso di fare la sua parte, diventando cosi il trentottesimo stato ad aver dato il suo via libera. Nel frattempo però una battaglia legale è stata portata avanti anche da stati che avevano ratificato in precedenza l'emendamento, salvo poi cambiare idea e si guarda a questo punto alla Corte Suprema per capire se effettivamente grazie al voto della Virginia, l'ERA potrà entrare in vigore. I sostenitori dell'emendamento fanno notare che la scadenza dell'82 d'altronde non era vincolante in quanto non inserita nel testo dell'emendamento, ma in un provvedimento a parte che sarebbe facilmente ribaltabile con un semplice voto a maggioranza del Congresso. Per i più oltranzisti non ci sarebbe neanche bisogno di quest'ulteriore passaggio, non solo: a loro parere neanche la Corte Suprema potrebbe ormai pronunciarsi sulla questione e affinché l'emendamento entri in vigore basterebbe il passaggio formale dell'archivista di stato, attualmente David Ferriero che si occupa di raccogliere le ratifiche degli stati membri e una volta raggiunto il numero necessario, di registrare il cambio della Costituzione. Ferriero potrebbe così diventare uno degli uomini capaci di cambiare la storia delle donne.

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