L'assedio di 444 giorni all'ambasciata Usa a Teheran nel 1979

03 gen 2020

4 Novembre 1979. Tutto ebbe inizio all'alba, quando centinaia di studenti islamici e attivisti attaccarono l'ambasciata statunitense nella capitale iraniana. I soldati addetti al servizio di sorveglianza, cercarono di contenere i rimostranti, Ma dopo tre ore furono costretti a cedere. La rappresentanza diplomatica venne occupata, e i 53 membri del personale furono presi in ostaggio. Alcuni dipendenti che non erano presenti al momento dell'assalto, furono poi rintracciati catturati e portati, in un secondo momento, all'interno dell’Ambasciata. Sei di loro riuscirono a fuggire prima del sequestro, e a nascondersi nella casa dell'ambasciatore canadese che poi ne permise il rimpatrio. I negoziati durarono mesi, ma furono inutili. Così nell'aprile 1980 il Presidente americano Jimmy Carter, autorizzò un’azione militare per liberare gli ostaggi. Fu un disastro. Si dovette arrivare al 19 Gennaio 1981 quando la crisi terminò con la liberazione degli ostaggi grazie ad un accorto favorito dall’Algeria. L'intesa prevedeva la liberazione di ostaggi, lo scongelamento dei fondi iraniani depositati presso banche americane e bloccati all'indomani dello scoppio della crisi. La riaffermazione del principio di non ingerenza. Una data molto particolare quella del 19 Gennaio, coinciderà con l'insediamento alla Casa Bianca di Ronald Reagan. Il giorno dopo la firma dell'accordo di Algeri, gli ostaggi furono rilasciati.

pubblicità