Le reazioni dal mondo al golpe in Sudan

25 ott 2021

La condanna della comunità internazionale è unanime, la preoccupazione ancora maggiore. Il Sudan è uno stato strategicamente importantissimo, vitale per la gestione delle acque del Nilo, per le rotte dei migranti dal Corno d'Africa, per il suo carattere di grande stato subsahariano a maggioranza musulmana. Dopo i 30 anni di dittatura di Bashir, con il genocidio in Darfur, la guerra che ha portato il distacco del Sud Sudan e il ruolo di base per i movimenti islamici più estremisti, il Sudan sembrava uscito dal tunnel. Ora le Nazioni Unite, l'Europa e gli Stati Uniti temono una pericolosa marcia indietro. Per questo sono state immediate le reazioni di condanna al golpe, ad iniziare da quelle dell'inviato ONU a Khartum che ha chiesto il rilascio di tutte le autorità civili arretrate. Stessa cosa ha fatto da Bruxelles l'Unione Europea e il presidente francese Emmanuel Macron. Gli Stati Uniti minacciano di interrompere subito gli aiuti alla popolazione e chiedono il ripristino delle funzioni democratiche, mentre la Cina ha solamente chiesto di evitare violenze e fare ricorso al dialogo per risolvere i problemi. Mentre si aspetta di capire le reali intenzioni dei militari, che promettono comunque prossime elezioni, anche l'Unione Africana e la Lega Araba hanno condannato l'improvvisa svolta autoritaria del loro paese membro.

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