Le tappe della Brexit

19 ott 2019

Andiamo a vederci le tappe. Il 23 giugno 2016 questo referendum in qualche maniera, sconvolse gli equilibri europei, è proprio il caso di di dirlo: chi se l'aspettava. La Gran Bretagna che voleva così fortemente uscire, l'ambasciatore britannico che sulla consegna delle lettere ufficiale, 10 novembre 2017, dell'esame che propone già una data per l'uscita 29 marzo 2019 e poi il 22 novembre 2017 le parti annunciano questo accordo sul conto di uscita. Vedete dunque l'accordo economico, ma anche doganale 40, 50 miliardi e su backstop. Ricordatevi questa parola perché tra poco ritorniamo ovviamente su questo concerto del backstop, che è un po' intricato, tra l'altro. Allora il 15 gennaio 2019 la camera, però, boccia questo accordo con Bruxelles. Vi ricordate quante volte Teresa May nonostante la bocciatura del suo parlamento è andata avanti per ben tre volte e per evitare il no deal Bruxelles scende in campo e dice: ok vi diamo altro tempo fino al 31 ottobre. Teresa May, però, a quel punto si deve dimettere, come richiesto dalla sua maggioranza. Arriva Boris Johnson, diventa primo ministro e tra l'altro un colpo di scena cosa fa decide di mandare in ferie forzate il parlamento per evitare proprio il voto del 31 ottobre. Però, come sappiamo, la storia ovviamente la conosciamo molto bene il 14 ottobre 2019 le parti dicono accordo possibile, ma soprattutto la corte suprema, dice no, il parlamento va riaperto. Andiamo nel dettaglio di questo accordo, soprattutto quello che riguarda la questione dell'Irlanda del nord, che non condivide completamente con la Gran Bretagna l'uscita proprio dall'Europa. In effetti il cosiddetto backstop che vi ricordate era stato presentato da Theresa May, però, in quel momento evidentemente, le condizioni politiche per votarlo non c'erano. Adesso sembra si sia arrivati ad un compromesso. Attenzione, perché è un po' intricato questo compromesso, un po' come tutta la Brexit. Di fatto è un po' la prima volta che uno stato esce dall'Europa ed è intricato, anche quello che riguarda la questione dell'Irlanda del nord. Per quale motivo, perché l'Irlanda passa all'unione doganale britannica, ma attenzione. Resta comunque e deve rispettare anche altre regole, quelle del mercato unico e lo deve fare per 4 anni. Poi tra questi 4 anni ovviamente si verrà a capire se il parlamento ovviamente proseguirà con questo senso oppure no. Guardate graficamente, vi abbiamo fatto vedere questa linea rossa, perché anche il confine doganale si sposta in mare praticamente all'interno del mare del nord, dove i controlli doganali, verranno effettuati sia da parte britannica che da parte europea. Insomma, come potete vedere è un po' intricata. Come si realizzerà, chissà.

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