Liberi i due giornalisti Reuters in carcere in Myanmar

07 mag 2019

Eccoli, sorridenti, pollice in alto e una busta con quei pochi effetti personali che hanno potuto tenere con sé per i 500 giorni nel carcere di Yangon, liberi insieme ad altre migliaia di detenuti grazie a un’amnistia del Presidente birmano. I due giornalisti della Reuters, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, hanno riabbracciato le mogli e le figlie che non vedevano dal dicembre 2017, mentre le immagini trasmesse in diretta nella sede della loro agenzia di stampa venivano accompagnate da un applauso liberatorio. I due giornalisti iniziarono a lavorare a un’inchiesta sugli abusi nei confronti dell’etnia Rohingya, in particolare sul massacro di dieci uomini nello Stato di Rakhine dopo l'estate di due anni fa, quando la violenza riesplose nella regione e in 700 mila cercarono rifugio nel Bangladesh. A dicembre i due furono fermati dopo aver incontrato un ufficiale in un ristorante e trovati in possesso, secondo gli inquirenti della Procura, di alcuni documenti governativi riservati, non solo sulla morte dei dieci cittadini, ma anche su altri abusi per cui sono sospettati alcuni membri dell'esercito del Myanmar. L'accusa fu quella di violazione della legge sul segreto di Stato e la condanna a sette anni. L’arresto per i loro legali non era altro che una trappola, come confermato anche dall'ufficiale presente al momento dell'arresto e un monito ad altri giornalisti a non raccontare quanto stava accadendo nel Paese. Da allora sono passati 500 giorni, mesi di pressioni internazionali e di critica al premio Nobel per la pace, leader del Paese, Aung Sang Suu Kyi. Ma il loro articolo, pubblicato a febbraio 2018, gli è valso il premio Pulitzer nella categoria International Reporting e i loro volti sono stati inseriti dal Time come rappresentanti della categoria dei giornalisti perseguitati per la loro attività di ricerca della verità.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.