Libia, 100.000 profughi pronti a partire per l'Italia

23 apr 2019

Cresce l'instabilità in Libia e con essa il rischio di nuove ondate migratorie verso l'Europa. Il Premier Conte riferendo al Senato, aveva escluso nei giorni scorsi un imminente pericolo di nuovi flussi, ma le sue parole sembrano smentite dagli allarmi provenienti da più parti. L'intelligence parla di 6.000 persone già pronte a partire, ma lungo la costa libica sarebbero in realtà già 100.000 i migranti in attesa di imbarcarsi. Numeri variabili, in quanto strettamente legati agli sviluppi della situazione nello Stato governato Al Sarraj. Lo stesso Presidente del Governo di Salvezza Nazionale, intervistato dal Corriere della Sera, pochi giorni fa aveva parlato addirittura di oltre 800.000 persone, tra migranti africani e cittadini libici che potrebbero cercare di raggiungere le coste italiane, per fuggire all'incalzare dell'attacco delle forze di Haftar e tra loro anche terroristi. Forse un annuncio al rialzo il suo, per spaventare l'Europa e indurla a un intervento concreto, ma certamente da non sottovalutare, di fronte a quella che si sta profilando come una vera e propria guerra civile, con conseguente crisi umanitaria. Gli stessi libici potrebbero iniziare a cercare riparo altrove, lontano e al sicuro dai bombardamenti, così come avvisa l'Alto Commissario ONU per i rifugiati e peraltro in questo caso anche lo status dei profughi cambierebbe e darebbe loro diritto a chiedere asilo, eventualità di fronte alla quale l'Italia non potrebbe continuare a tenere i porti chiusi. Finora il maltempo ha scoraggiato le partenze, ma con la bella stagione potrebbero riprendere, con numeri, appunto, non gestibili, il che potrebbe incidere anche sulla campagna elettorale per le europee e intanto proseguono in Africa gli sforzi diplomatici, per cercare una soluzione politica. Dopo la visita in Tunisia dell’inviato delle Nazioni Unite per la Libia è la volta di un vertice in Egitto, promosso dal Presidente Al Sisi.

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