Libia, martedì Di Maio a Tripoli

15 dic 2019

"Se lo chiederà il governo di accordo nazionale, la Turchia è disponibile a inviare truppe in Libia. È il modo più semplice di aiutarli" ha detto il ministro degli esteri turco Çavuşoğlu, che insieme al collega alla difesa Hulusi Akar, a margine del Forum di Doha, ha incontrato il premier libico Fayez al-Serraj. Che arrivi o meno una richiesta ufficiale, la presenza militare turca è stata confermata dalla notizia dell'abbattimento di un drone di Ankara colpito dalla contraerea di Haftar e dalla reazione dell'artiglieria di Tripoli con l'operazione Vulcanodia. Al Serraj, nel frattempo, fa pressing sugli Stati Uniti, secondo il quotidiano britannico Guardian ha avuto un lungo collooquio con Lindsam Graham senatore americano, molto vicino a Donald Trump. "Washington convinca Mosca ad allontanarsi da Khalif Haftar", la sua richiesta. Una richiesta motivata anche dall'invio di circa 200 mercenari arrivati dalla Russia in aiuto del generale della Cirenaica, che intanto continua la sua avanzata verso Tripoli. Almeno sei i combattenti morti nelle ultime ore in uno scontro che si fa sempre più acceso tra loro, secondo Tripoli, ci sarebbero anche dei russi. Scontri che vanno avanti, non solo sul campo. L'Europa guarda con preoccupazione a quanto sta accadendo nel Paese: "riprendere con impegno, un negoziato credibile sotto l'egida dell'ONU" è la richiesta emersa dal trilaterale Francia, Germania, Italia. Intenzioni che si traducono nella visita del ministro degli esteri Luigi di Maio, che martedì sarà a Tripoli.

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