Libia, ministri UE: Subito tregua e dialogo politico

10 gen 2020

"La situazione è preoccupante ed è ora di passare all'azione", dice l'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea Josep Borrell, al termine del vertice straordinario dei Ministri degli Esteri, convocato per discutere gli ultimi sviluppi in Libia, ma anche la crisi tra Stati Uniti e Iran. Ma le quattro ore di discussione non sembrano però aver portato grossi elementi di novità. Tutti d'accordo che la soluzione in Libia può essere solo politica e che per arrivarci siano innanzitutto necessari sia un immediato cessate il fuoco sia il rispetto dell'embargo sulle armi, ma la strada resta tutta in salita dopo l'intromissione della Turchia al fianco di Al-Sarraj e il no alla tregua da parte di Haftar. È anche per questo che ancora non è stata individuata una data per la conferenza di Berlino, la Germania è infatti consapevole che al momento il rischio flop è dietro l'angolo. Un appello ad accelerare in questa direzione è arrivato anche dall'Italia. - C'è un rischio terrorismo, un rischio terrorismo che noi possiamo risolvere, possiamo evitare se riusciamo a mettere intorno a un tavolo tutti gli attori di questa crisi che non sono solo i libici, purtroppo, ma ci sono paesi che hanno interferenze e interferiscono continuamente con questa guerra civile. E se appare ancora lontana l'ipotesi di un inviato europeo in Libia, tra i papabili circola anche il nome dell'ex ministro dell'interno italiano Minniti, al vertice si è discusso anche di un eventuale ripristino dell'operazione navale Sophia nata proprio con l'obiettivo di far rispettare l'embargo sulle armi. Anche qui però non si tratta di un'ipotesi dietro l'angolo, "Prima" dice l'alto rappresentante Josep Borrell, "è necessario trovare un accordo politico tra le parti. Solo dopo potremo concentrarci sul monitoraggio del rispetto dei patti".

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