Libia, paura lotte intestine dopo annuncio dimissioni Serraj

17 set 2020

Dopo l'annuncio delle dimissioni di Fayez al-Serraj il timore è che possano emergere in Libia nuove lotte intestine. Il premier del governo di Tripoli, appoggiato dalle Nazioni Unite, spera che i suoi successori possano portare a termine una difficile transizione politica che in questi anni ha preso la forma di un conflitto interno. L'obiettivo a ottobre dei negoziati di pace a Ginevra è arrivare alla formazione di un nuovo esecutivo che metta assieme i rappresentanti della Libia divisa politicamente e geograficamente tra la Tripolitania dove siede Serraj e la Cirenaica di Bengasi e Tobruk all'Est, controllata dal generale Khalifa Haftar. Il suo autoproclamato esercito nazionale è stato fermato a giugno sulla via di Tripoli dopo 14 mesi di combattimenti, anche attraverso il sostegno militare della Turchia. Dalla fine delle ostilità, un cessate il fuoco è stato annunciato ad agosto sia dallOvest, sia dal Presidente del Parlamento di Tobruk, allineato con Haftar. Il generale non ha però preso posizione su una svolta le cui conseguenze non sono ancora chiare. L'avvicinarsi dei vertici di ottobre potrebbe rappresentare l'occasione per l'Italia per aumentare le pressioni diplomatiche sulla questione dei 18 marittimi siciliani bloccati nel porto di Bengasi dal 1° settembre. I loro pescherecci erano stati intercettati a 35 miglia a Nord delle coste libiche dalla Marina legata ad Haftar e le autorità della città avrebbero proposto all'Italia lo scambio dei pescatori contro quattro giovani libici arrestati in Sicilia nel 2015 e condannati dalla Corte d'assise di Catania e dalla Corte d'appello con l'accusa di essere gli scafisti, considerati responsabili della morte di 49 migranti. Le loro famiglie, che da mesi chiedono la loro liberazione, sostengono invece che i ventenni siano calciatori partiti per tentare la sorte in Europa. L'Italia non accetta ricatti, ha detto il Ministro degli Esteri Luigi di Maio, i marittimi devono tornare a casa.

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