Libia, Sirte contesa tra Sarraj e Haftar

07 gen 2020

Sirte contesa, in 24 ore conquistata da Haftar e riconquistata da Serraj. Rapidi cambiamenti in Lidia spingono l'Unione europea ad agire in fretta e Sirte sembra la linea di confine tra i due principali schieramenti in campo. Truppe del generale della Cirenaica Haftar l'hanno conquistata grazie al ritiro dal campo di battaglia della Brigata 604, combattenti salafiti che fin dal 2016 hanno partecipato alla Forza di Sicurezza e Protezione della città. Tripoli reagisce e fa sapere, notizie confermate da Mosca, che in mattinata la città è stata riconquistata grazie ai fedelissimi del Governo di accordo nazionale, sotto la guida di Serraj. Decine gli arresti fra i combattenti di Haftar, ore caotiche quindi metafora dei repentini cambiamenti negli equilibri interni delle fazioni in lotta in Libia. Cresce e si rinforza anche la componente russa sul campo accanto a quella egiziana, contractor di due diverse società private russe operativi in Siria sono stati sbarcati con voli staffetta a Bengasi nelle ultime ore per sostenere Haftar, mentre in Tunisia scattano i piani d'emergenza per accogliere civili e profughi in fuga dalla guerra. Il Presidente del Governo di accordo nazionale al-Serraj torna dalla visita lampo in Algeria, dove ha discusso del precipitare della crisi e ha incontrato il Ministro degli Esteri turco. Ankara ha promesso aiuti per salvare Tripoli dalla conquista di Haftar. Diversi caccia, droni militari e un sistema di difesa radar per un valore da 250 milioni di dollari. Mentre venti di battaglia internazionale soffiano più forti l'Europa a Bruxelles convoca un vertice straordinario dei Ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna, con l'alto Commissario per la politica estera Borrell. Iniziativa volta al dialogo, ma che rischia di essere fuori tempo massimo.

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