Luca Parmitano racconta la missione Beyond

08 feb 2020

Ha viaggiato attorno alla Terra per 201 giorni in un tempo fatto di lunghe giornate cariche di lavoro e settimane che sfrecciavano via assieme alla sua casa a 28 mila chilometri orari. Il primo comandante italiano della ISS è appena tornato terrestre dopo un atterraggio da manuale nelle steppe innevate del Kazakistan. Al centro di addestramento europeo per astronauti di Colonia, Parmitano affronta i giornalisti con un sorriso, e il racconto delle sue ultime imprese spaziali, non può che ricominciare da dove si era bruscamente interrotto nel 2013 quando rischiò la vita durante un'attività extra veicolare. In questa missione, ne ha portate a termine quattro, già definite storiche per importanza e complessità. La fortuna di trovarmi al momento giusto nel posto giusto, mi hanno trasformato fra virgolette nell'uomo giusto. Ora Parmitano resterà al centro europeo per astronauti di colonia per il tempo necessario alla riabilitazione e la scienza degli oltre 50 esperimenti europei svolti in orbita, sei dei quali targati Agenzia Spaziale Italiana, continuerà sulla Terra con l'analisi dei dati. Mentre il suo corpo si riabitua al pesante equilibrio della gravità, nella testa del protagonista della missione ESA Beyond si rincorrono ancora mille ricordi spaziali. L'acqua di fiumi dei laghi e degli oceani e il sangue, e ci sono anche da 440 km. Vediamo questi movimenti. Sembrano fermi, ma con uno sguardo attento da lontano si vede questo respiro. Con tenacia e resilienza ha guidato il lavoro dei suoi compagni di cui va fiero, ma per lui la speranza è avere un nuovo qualcosa da raggiungere. E allora, il colonnello dell'Aeronautica militare, Luca Parmitano, affida il suo messaggio ai giovani. Assieme alla fiducia la speranza. Il mio è un invito ai ragazzi, ai più giovani di trovarsi degli obiettivi trovarsi dei progetti in cui impegnarsi per realizzarli.

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