Lula a Bolsonaro: morti Covid in Brasile sono genocidio

21 giu 2021

Il Brasile ha superato il mezzo milione di morti per Covid, un dato drammatico che porta l'ex presidente Lula Da Silva a parlare nuovamente di genocidio, sostenendo che centinaia di migliaia di persone sono morte a causa di una malattia che ha già un vaccino. La dura critica è contro la gestione della pandemia da parte del Governo Bolsonaro, una gestione negazionista il cui frutto è nel numero di contagi e vittime che il Covid continua a far registrare in un paese dove la campagna vaccinale prosegue a rilento utilizzano inoltre i sieri con una bassa risposta immunitaria ad alcune varianti, ad iniziare dalla stessa brasiliana. La variante Delta, quella proveniente dall'India, dove si segna però un rallentamento nei contagi, anche se il numero dei morti resta pesante, preoccupa invece il governo di Londra con il premier Boris Johnson che si riserva di pubblicare un piano dettagliato sulla possibile somministrazione di massa nel paese, a cominciare dall'autunno di un ulteriore richiamo di rinforzo dei vaccini anti Covid, più tarato sulle nuove varianti del virus. E Londra non è sola nel cercare risposte a possibili future ondate di pandemia. Israele paese che ha puntato sulla vaccinazione di massa in tempi rapidi, valuta infatti l'immunizzazione anche della fascia di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Gerusalemme preoccupata per due distinti focolai, registrati in altrettanti istituti scolastici, scatenati proprio dalla temuta variante Delta, che ha già costretto centinaia di bambini in quarantena.

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