L'ultimo discorso di Obama, ottimista sul futuro

11 gen 2017

Quando Barack Obama ha fatto il suo ingresso sul palco del McCormick Place nella sua Chicago, dove ha iniziato la sua attività politica, per il suo ultimo discorso alla nazione, dalla folla si sentiva un solo coro: “altri quattro anni”. Questo chiedevano i suoi sostenitori pur sapendo che non è possibile e che lui stesso è determinato a garantire al suo successore Donald Trump un passaggio di consegne leale, perché, spiega Obama, anche questo fa parte della grandezza della democrazia americana. Non vuole lasciare la Casa Bianca con il sangue amaro, Barack Obama, ma con la speranza e l’ottimismo anche rispetto alla possibilità che chi verrà potrà migliorare ulteriormente le cose. Se lo augura il Presidente uscente, soprattutto quando parla della sua riforma sanitaria, ma il suo commiato è comunque anzitutto un bilancio dei risultati raggiunti e anche una consapevolezza dei traguardi mancati a partire dalle diseguaglianze economiche che ancora rimangono e dalle paure della classe media che non sono state capite; diseguaglianze che rappresentano la prima di tre sfide che per Obama continuano a minare la democrazia americana. La seconda è il conflitto razziale, ancora non del tutto superato. E poi, infine, in una giornata caratterizzata anche dalle indiscrezioni su informazioni esplosive e compromettenti su Donald Trump in mano alla Russia, notizia definita dal Presidente eletto completamente falsa, Obama ha messo in guardia sui rischi potenziali quando ci si chiude nella propria bolla e nelle proprie opinioni. Da qui l’invito a tutti a continuare a impegnarsi attivamente per mantenere forte la democrazia americana, i suoi valori e l’unità nazionale. Solo così, spiega Obama, sconfiggeremo lo Stato Islamico e manterremo la nostra forza rispetto ai rivali come Cina e Russia. Infine, nell’ultima parte del suo discorso, la sfera più privata, il suo “Yes, we can” scandito alla folla un’ultima volta, ma soprattutto i ringraziamenti agli amici, ai volontari, al suo vicepresidente, allo staff e alla moglie Michelle per cui la folla si è alzata in piedi mentre lui si commuoveva.

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