Manifestazioni negli Usa contro le politiche di immigrazione

30 giu 2018

Sono migliaia, una marea e marciano a Boston, Chicago, New York, Los Angeles, Portland, ma anche in Texas, proprio lì, a ridosso della frontiera fra Stati Uniti e Messico e soprattutto marciano a Washington verso Capitol Hill, sede del Congresso americano. Un solo grido, una sola richiesta: le famiglie devono restare unite. Attraversa tutto il Paese la protesta contro la politica della tolleranza zero voluta dall’amministrazione Trump in tema di immigrazione, oltre 600 i cortei organizzati, ma quella della capitale è una manifestazione chiave. L’appello è alla riunificazione delle famiglie di migranti separate al confine. La storia dei bimbi allontanati dai genitori fermati dopo essere entrati illegalmente in territorio americano dal Messico tocca nel profondo l’opinione pubblica. Nonostante le circa 600 persone fermate e poi rilasciate, centinaia di migliaia sono di nuovo scesi in strada e potevano non farlo visto che i giudici hanno già stabilito che le famiglie devono essere ricongiunte. Eppure sono lì: “non ce la sentiamo di lasciar fare – dicono – ce ne dobbiamo occupare in prima persona”. La settimana scorsa un giudice federale ha stabilito che i bambini separati dalle mamme e dai papà dovranno essere ricongiunti ai genitori con un limite di tempo di 14 giorni per quelli con meno di 5 anni, di 30 giorni per i più grandi. Ma il problema è che in molti casi i genitori sono già stati espulsi e resta dunque incerto il destino dei minori che sono nei centri di accoglienza. Si tratta di oltre 2000 bambini ancora in attesa nonostante il decreto del Presidente che il 20 giugno scorso, sulla carta per ora, ha messo fine alla politica delle separazioni.

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