Medioriente, il piano di Trump spacca il mondo arabo

29 gen 2020

La bandiera americana sotto i piedi, quella israeliana data alle fiamme. Divampa la rabbia in Cisgiordania e Gaza dopo il piano proposto dal Presidente americano Donald Trump per cercare di trovare una soluzione alla questione israelo-palestinese. Rabbia fomentata anche dal Presidente Abu Mazen, che ha definito sarcasticamente l'accordo lo schiaffo del secolo e ha invitato i giovani palestinesi a manifestare e il leader di Hamas. La protesta ha contagiato anche altri paesi, a partire dalla Giordania, che ha circa il 40% della popolazione di origine palestinese, e che ha messo in guardia Israele da pericolose conseguenze. Manifestazioni si sono avute anche in Libano. Solidarietà ai palestinesi è stata mostrata anche in Turchia. Gerusalemme è sacra per i musulmani, il piano di Donald Trump, che mira a dare Gerusalemme a Israele, è assolutamente inaccettabile, ha tuonato il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Il mondo islamico lo impedirà, gli ha fatto eco l'ayatollah Ali Khamenei, da Teheran. È un dato di fatto però che, per quanto riguarda il mondo arabo, questo è già spaccato. Emirati Arabi, Egitto e soprattutto Arabia Saudita hanno espresso apprezzamento per gli sforzi fatti da Trump. Emirati, Bahrein e Oman hanno anche partecipato con i rispettivi ambasciatori alla presentazione del piano. Per l'ambasciata degli Emirati l'accordo offre un importante spunto di partenza. L'Egitto invita israeliani e palestinesi a un esame accurato del piano per conseguire la pace e aprire canali di dialogo.

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