Medioriente, Trump presenta il suo piano. Olp dice no

28 gen 2020

L'accordo del secolo, il Presidente americano Trump lo definisce addirittura così il suo piano di pace per il Medio Oriente, che verrà presentato stasera alle 18:00 ora italiana, alle 12:00 negli Stati Uniti. Intanto in due incontri separati alla Casa Bianca ne ha anticipato i dettagli ai due leader israeliani, al premier Netanyahu e al centrista Benny Gantz, il suo maggiore avversario alle prossime elezioni politiche del 2 marzo. Trump ha incassato l'appoggio di entrambi, Gantz è apparso addirittura entusiasta. Il piano di pace del Presidente è una pietra miliare storica e significativa, ha detto l'ex Capo di Stato maggiore. Secondo le indiscrezioni, il piano è il più favorevole a Israele mai redatto finora. Da qui la netta contrarietà già espressa da parte palestinese. Ecco alcuni punti centrali: Israele avrà la sovranità su tutte le colonie ebraiche esistenti in Cisgiordania, tutte tranne 15 confinanti territorialmente tra di loro, ed è previsto il ritiro israeliano da 60 insediamenti illegali che ospitano circa 3 mila coloni; viene sancita la sovranità israeliana su Gerusalemme compresa la città vecchia, mentre i palestinesi avranno solo una rappresentanza simbolica; previsto uno stato indipendente per i palestinesi, ma solo a condizione che la striscia di Gaza venga demilitarizzata; Hamas ceda le armi e i palestinesi riconoscano Israele come Stato ebraico con Gerusalemme come sua capitale. In caso i palestinesi rifiutino il piano, come è altamente prevedibile, lo Stato ebraico avrà il sostegno di Washington per cominciare ad annettere unilateralmente gli insediamenti. Il piano, inoltre, stabilisce il pieno controllo israeliano sulla sicurezza nella Valle del Giordano. Nessun ruolo palestinese nella gestione dei confini né sullo spazio aereo o marittimo. Immediata e scontata la levata di scudi da parte palestinese. Convocata stasera dal presidente Abu Mazen una seduta di emergenza a Ramallah, invitati anche alcuni dirigenti cisgiordani di Hamas, per esaminare le ripercussioni del piano. Nel frattempo a Gaza e in Cisgiordania sono state indette “giornate di collera popolare” contro la proposta di Trump.

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