Questa volta è toccato a un campus d'eccellenza in Michigan State University, uno dei centri di ricerca più famosi al mondo con 50 mila studenti e un modello nato nel 1855 che ha poi fatto da pioniere a molte altre università americane. A 150 km da Detroit l'ennesima follia americana per mano di un uomo che ha sparato diversi colpi di arma da fuoco in più punti dell'università quando ormai sul campus era già calata la sera. La prima sparatoria è avvenuta nell'edificio che ospita le scienze sociali, poi altri spari e le prime vittime. Immediato l'intervento della polizia che ha presidiato l'intera area del campus con decine di mezzi. Viene diffuso l'identikit del presunto aggressore, un giovane nero piccolo e robusto di corporatura con il volto coperto, indosso un cappellino con visiera, un giubbotto di jeans, pantaloni neri e scarpe rosse. Poco dopo la polizia diffonde anche due immagini che mostrano il killer entrare nell'edificio dove ha cominciato a sparare. Quindi la fuga a piedi. Scatta la caccia all'uomo e non è semplice, l'area campus è enorme come un paese di media grandezza. Il killer potrebbe essere ovunque, tutte le attività scolastiche e sportive vengono sospese per 48 ore. Gli studenti sono invitati a restare chiusi in camera e a segnalare qualsiasi movimento sospetto. All'alba la polizia, in un breve punto stampa, conferma: la minaccia per il campus è cessata, il un presunto Killer 43 anni si è suicidato, il movente resta al momento un mistero. Ci prenderemo due giorni per stare insieme, riflettere, pregare. II commento della Presidente dell'università.























