Migranti, Michel solidale con Polonia. Tensione Ue-Minsk

10 nov 2021

Le parole del premier, Mateusz Morawiecki, hanno il tono della dichiarazione di guerra e la crisi al confine con la Bielorussia in effetti è una guerra, anche se a livello diplomatico. E il presidente Consiglio Europeo non è da meno e promette sostegno alla Polonia anche per rinforzare le difese alle frontiere. Insomma, una vera escalation, che in parte scavalca le polemiche tra Polonia, Ungheria e Bruxelles proprio sulla costruzione e il finanziamento di muri contro i flussi migratori, per chiudere la cosiddetta via balcanica. Una via che ora viene scavalcata attraverso voli che dal Medioriente fanno scalo a Minsk. Il punto però è che lo scontro tra UE e paesi ex Visegrád, più intransigenti sul fronte migratorio, non può essere superato così facilmente. E la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha già fatto capire di non essere favorevole al finanziamento della costruzione di nuove barricate. Vero è che la crisi rischia di essere esplosiva, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è spinta a chiamare il presidente russo, Vladimir Putin, affinché intervenga su Minsk. Secondo quanto riferisce l'agenzia TASS, Putin avrebbe semplicemente rimandato la palla agli europei, esortandoli ad aprire comunicazioni dirette con Minsk. E del resto le parole del portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, non presagivano a un intervento russo.

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