Minneapolis, 30 anni di rivolte negli U.S.A.

31 mag 2020

È storia recente, segnata da un'unica grande matrice che si chiama razzismo, senza girarci troppo intorno. E' la storia americana degli ultimi 30 anni, quella che non riesce a digerire, usando le parole di Joe Biden, il peccato originale dello schiavismo. Sono state e sono autentiche rivolte quelle scatenate dalla lunga serie di aggressioni da parte delle forze dell'ordine contro gli afroamericani, a conferma che la polizia troppo spesso fa un uso eccessivo della forza che sfocia in brutalità e finisce in violenza. Saliamo sulla macchina del tempo e torniamo indietro, è il 1991 quando fa il giro del mondo un video che mostra alcuni agenti di Los Angeles, accanirsi contro Rodney King, il tassista nero fermato per eccesso di velocità viene pestato con oltre 50 colpi che gli fratturano il cranio, procurandogli danni permanenti. L'allora Presidente George Bush definisce rivoltante il comportamento dei quattro poliziotti incriminati, che però meno di un anno dopo vengono assolti da una giuria a maggioranza bianca. Per le strade della città si scatena una guerriglia che farà 54 morti, quasi 2400 feriti ed un miliardo di dollari di danni, in dodicimila finiranno in prigione. Assai meno cruente ma pur sempre rivolte quelle scatenate più recentemente in Missouri, e nel Maryland. Il 9 Agosto 2014 a Ferguson, un sobborgo di St. Louis, il 28enne agente bianco Darren Wilson spara ripetutamente e uccide il 18enne afroamericano Michael Brown, sospettato di furto e disarmato. Tre mesi dopo il grand jury decide che non ci sono prove sufficienti per incriminare il poliziotto. Una notte di scontri, violenze ed atti vandalici in molte città americane, da New York a Seattle, induce il Presidente Barack Obama a chiedere alle forze dell'ordine moderazione, e la comunità di Ferguson alla fine capisce che si sta distruggendo da sola. A Baltimora il 19 Aprile 2015 è la morte di Freddie Gray a scatenare l'inferno. E questa volta a fare saccheggi sono gli studenti liceali appena usciti da scuola. La fine del venticinquenne di colore morto dopo l'arresto, con la spina dorsale spezzata fa saltare gli equilibri di una tranquilla cittadina della costa atlantica, trasformandola in una nuova Ferguson. Il capo della polizia si scusa, ma è solo grazie all'appello di un leader nero che gli animi si placano.

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