Missione Afghanistan, Italia ammaina la bandiera

09 giu 2021

54 militari italiani morti, la missione Resolute Supporter e prima ancora quella ISAF. 20 anni insomma della Difesa in Afghanistan terminano così, con l'inno della NATO che accompagna l'ammaina bandiera. "A 20 anni dall'inizio dell'operazione si chiude questa missione in Afghanistan, la più importante nel dopoguerra per quanto riguarda le nostre forze armate e proprio qui, Camp Arena, verrà dato in gestione alle forze afgane". "Desidero oggi condividere il mio onore e orgoglio di aver guidato questa compagine della Difesa, formata da componenti dell'Esercito, Aeronautica, Marina e Arma dei Carabinieri. Si può decisamente essere orgogliosi dei soldati italiani". Gli ultimi a partire entro luglio dalla base di Herat, qui in Afghanistan, saranno i militari della Brigata Paracadutisti Folgore. E alle celebrazioni per l'ammaina bandiera oltre al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, c'era anche il Capo di Stato Maggiore Generale Vecciarelli e il comandante del COI Generale Portolano. "Quello che dobbiamo anche chiederci in questi giorni, è come sarebbe stato l'Afghanistan senza questi 20 anni di presenza, di lavoro, fianco a fianco con i governanti e la popolazione. In questi lunghi anni, insieme ai nostri alleati, abbiamo sviluppato un modello di interazione con la popolazione. Fatto di comprensione, disponibilità, empatia, veri moltiplicatore di effetti, che sono un segno distintivo dei militari italiani". L'Afghanistan, intanto, teme il ritorno dei talebani, che controllano già il 50% del territorio. Per questo Guerini parla di necessità nel continuare a supportarli ipotizzando valutazione in corso con la Nato. Mentre l'Italia protegge l'interpreti e quanti hanno collaborato con il nostro contingente. Troppe le minacce dei talebani nei loro confronti. "Una volta che comunque saremo in Italia speriamo di dare anche noi, se sarà possibile all'Italia, perché Italia ci ha aiutato tantissimo. Non rinneghiamo mai, diciamo, le nostre origini. Se avessimo avuto una situazione in cui si poteva vivere diciamo in tranquillità, ci avremmo anche ripensato".

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