Dopo una lunga quarantena, durata quasi un mese a causa dei rinvii dovuti alle condizioni meteo, la Crew-4 ha lasciato la terra trasportando i tre astronauti americani e la nostra Samantha Cristoforetti verso la stazione spaziale internazionale alle 03:52 (le 09:52 in Italia). Un bagliore nella notte della Florida con i propulsori del Falcon 9 e di Space-X, l'azienda speciale di Elon Musk, che hanno fatto tremare il Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Una missione che ha respirato la storia delle esplorazioni spaziali americane partendo dalla stessa stazione di lancio utilizzata per le missioni Apollo e Shuttle. Storia ripercorsa dall'equipaggio anche prima del viaggio, nella lunga attesa iniziata con una sveglia sei ore prima del lancio seguita da un check-up medico, da una breve colazione e un meeting meteo prima di indossare le tute da viaggio. Anche qui in un luogo iconico: la stessa stanza utilizzata per tutte le missioni spaziali americane sin dal primo lancio umano nello spazio. Attesa e tensione smorzati, prima del trasferimento nella stazione di lancio, dall'incontro con i rispettivi familiari. Per Samantha il saluto ai due figli uno dei quali in braccio all'astronauta italiano Luca Parmitano. E per Samantha Cristoforetti sarà la seconda esperienza nella Stazione Spaziale Internazionale dopo i 200 giorni trascorsi nel 2015. In questa nuova missione si occuperà di effettuare diversi esperimenti scientifici, se di questi saranno italiani, ma si occuperà anche della manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale. Per lei potrebbe esserci, non ancora confermata, un'attività extra-veicolare all'esterno della stazione per installare il braccio robotico dell'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Un'operazione che dovrebbe avvenire in stretta collaborazione con uno dei tre astronauti russi presenti a bordo della stazione spaziale, che Cristoforetti ha definito, alla vigilia del suo viaggio, "una isola di pace e collaborazione nonostante tutto quello che sta succedendo sulla Terra".























