Molestie sessuali, per Weinstein nuove accuse a Los Angeles

07 gen 2020

Sofferente, trasandato, sorretto da due uomini. L'uomo, un tempo tra i più potenti e temuti di Hollywood, arriva in Tribunale a Manhattan, appoggiandosi ad un deambulatore. Le immagini fanno il giro del mondo. È la caduta anche fisica di Harvey Weinstein, che deve difendersi dalle pesantissime accuse di molestie e stupri e, mentre prende il via l'attesissimo processo a New York, da Los Angeles per l'ex re dei produttori si apre un nuovo fronte giudiziario. Weinstein, che ha sempre parlato di relazioni consensuali, deve rispondere di violenza sessuale in due distinti episodi avvenuti nel 2013. Due stupri ricostruiti sulla base delle denunce di due donne, una delle quali un'attrice e modella italiana. "Crediamo che le prove dimostreranno che l'indagato ha usato il suo potere per avvicinare le vittime e per usare violenza contro di loro" ha detto il Procuratore Distrettuale di Los Angeles, che ha quindi rivolto un elogio alle vittime che coraggiosamente sono venute allo scoperto. Se riconosciuto colpevole in California, Weinstein rischia 28 anni di carcere. Anche a New York a portare in Tribunale l'ex produttore sono state due donne; una è ancora anonima, l'altra è Mimi Haleyi, ex assistente di produzione dell'ormai defunta Weinstein Company, per una presunta violazione sessuale subita nel 2006. "Le donne hanno diritto di dire no", ha detto la Haleyi ai giornalisti. "Un no è un no, a prescindere dalle circostanze". Una linea condivisa più in generale da tutte le accusatrici dell'ex patron della Miramax. Oltre 90 donne, alcune delle quali, come Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow, star di prima grandezza. Volti noti si confondono agli sconosciuti anche fuori dal Tribunale e una piccola folla di manifestanti del movimento Me Too, che scandisce "Il tempo per la cultura del silenzio è scaduto".

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