Mondiali Femminili, conosciamo meglio l'azzurra Giugliano

05 giu 2019

“Ho iniziato a giocare a pallone all'età di 6 anni, ma anche prima, nel campetto di casa, con papà, mamma, fratello e giocavo con mio fratello insieme a tutti i maschietti e mi divertivo a passare sotto le gambe e a prenderli in giro. Da lì poi dissi a mia madre “Mamma, voglio giocare a calcio, non voglio giocare a pallavolo” perché mia mamma mi voleva mandare a giocare a pallavolo e da lì è partito tutto. Ho iniziato a giocare con i maschi a Istrana, è il paese dove abito ancora, dove abitano i miei. La mamma diciamo che all'inizio era un po' contraria, sono sincera, però poi lei dice che il mio divertimento era quello e, quindi, doveva mandarmi per forza a giocare a calcio e da lì io e mio padre siamo riusciti a convincerla e mi ha mandata. Io andavo a giocare a pallone perché era la mia vita, lo sapevo, era il mio luogo sicuro dove rifugiarmi. Qualsiasi pensiero ero sempre lì e c'è sempre questo pallone che mi fa rinascere”.

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