Morte Kobe Bryant, il suo corpo identificato ufficialmente

29 gen 2020

Sono trascorsi tre giorni dalla morte di Kobe Bryant, ma in realtà sembra esserne passato neanche uno. L'America continua a rimanere ferma a domenica scorsa, quasi sospesa, ancora preda dell'incredulità che ha avvolto il Paese quando si è diffusa la notizia della morte di uno dei suoi figli più amati, Kobe Bryant, la leggenda del basket NBA, simbolo, dentro e fuori dal campo in grado di ispirare, con il suo esempio, la sua determinazione, i suoi successi, milioni di persone. Un'incredulità che non sembra essere stata scalfita neanche dalla notizia che ha tolto, se ce ne fosse il bisogno, ogni dubbio. Il suo corpo è stato ufficialmente identificato, così come quello delle altre otto persone che si trovavano a bordo del suo elicottero privato, tra cui Gianna, la figlia tredicenne a sua volta una promessa della pallacanestro. Che cosa ha portato l'elicottero a schiantarsi al suolo sulle colline di Calabasas, in California? Oggi il Los Angeles Times, citando il National Transportation Safety Board, l'agenzia investigativa che ha il compito di indagare, tra le altre cose, sugli incidenti aerei, scrive che l'elicottero con tutta probabilità non era equipaggiato in maniera adeguata, era sprovvisto soprattutto del sistema elettronico che avverte i piloti nel caso sussistano possibili situazioni di pericolo in grado di riconoscere eventuali ostacoli o di avvertire il pilota in caso di un eccessivo avvicinamento al suolo. Quello che poi è effettivamente accaduto, complice la fitta nebbia di una giornata che rendeva proibitive le condizioni di volo. Per evitarla il pilota stava salendo di quota. Non ce l'ha fatta. 39 minuti dopo il decollo l'elicottero si è schiantato al suolo incendiandosi, cancellano uno dei sogni americani più belli.

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