Morte Luana, perizia su macchinario scopre manomissione

17 giu 2021

Se le cose sono andate come ipotizzano gli investigatori Luana, 22 anni, morta il 3 maggio in un'azienda tessile Montemurlo, è stata vittima della produttività anteposta alla sicurezza e alla salute. Sembra infatti che la perizia dei tecnici della procura abbia riscontrato una manomissione del quadro elettrico, che consentiva il funzionamento dell'orditoio anche senza la sbarra di protezione, che si abbassa sul macchinario proprio per impedire infortuni e tenere a distanza l'operaio. Queste almeno le indiscrezioni che trapelano dagli accertamenti in corso dalla Procura di Prato. La ragazza, mentre lavorava, è stata agganciata e trascinata dall'orditoio rimanendo uccisa. La modifica avrebbe consentito il funzionamento in automatico. In poche parole il pulsante di avvio, che con la saracinesca alzata dovrebbe essere inattivo, avrebbe funzionato lo stesso. La perizia sarà consegnata ai magistrati tra pochi giorni. Sull'orditoio gemello, sequestrato anch'esso, è stata inoltre accertata l'assenza della fotocellula di sicurezza. La rimozione delle protezioni serviva probabilmente a velocizzare il lavoro. Luana D'Orazio, madre di un bambino piccolo, nell'ultimo audio al fidanzato diceva: "mi hanno lasciato da sola, c'è tanto, troppo lavoro". Resta da capire inoltre se la formazione della ragazza sia stata adeguata alla sua mansione. Luana infatti aveva un contratto da apprendista, che prevede la presenza di un tutor accanto a lei. Dubbi anche su quali dotazioni infortunistiche indossasse la ragazza, che sarebbe stata trascinata via per la tuta. Intanto, in Procura a Prato, è stata interrogata la titolare dell'azienda. Il marito, anche lui indagato, ha scelto invece di non parlare.

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