Morte Maradona, indagini sui soccorsi

29 nov 2020

Un'indagine aperta dalla Magistratura per negligenza, servirà a capire se ci sono state responsabilità da parte di qualcuno nella morte di Diego Armando Maradona. I magistrati hanno già interrogato gli infermieri assistevano l'ex campione argentino. Gli investigatori stanno valutando le loro parole, cercando di capire perché uno dei sanitari in servizio nella casa di Tigre, dove si trovava il Pibe de oro, avrebbe dichiarato il falso ai propri superiori, affermando di aver visto Maradona la mattina del 25 novembre. La donna, interrogata successivamente dal procuratore, ha smentito se stessa affermando di non essere mai entrata nella stanza di Maradona, ma diverso tanto udito dei rumori provenire dall'interno, intorno alle 7:30 del mattino sotto. Sotto la lente d'ingrandimento anche le dichiarazioni dell'avvocato dell'ex campione del mondo, Matias Morla, che ha dichiarato ritardi nei soccorsi, dai tabulati, però, emergerebbe che l'ambulanza si è presentata davanti l'abitazione dopo appena 11 minuti dalla chiamata, contraddizioni che alimentano dubbi e rendono la morte di Maradona un mistero, con il popolo argentino e la gente di Buenos Aires che continua a chiedersi perché tanta fretta nel seppellire l'ex campione del mondo e non permette a tutti di poter rendergli omaggio. La settimana prossima inoltre dovrebbe arrivare l'esito degli esami tossicologici effettuati nel corso dell'autopsia che potranno aiutare a comprendere cosa abbia causato la morte. Una storia che potrebbe arricchirsi di un altro passaggio importante con la riesumazione del corpo chiesta ai giudici da un ragazzo di 19 anni di la Plata, che sostiene di essere figlio di Maradona e che mesi fa ha iniziato una battaglia legale per effettuare il test del DNA, senza però successo. A tenere banco, infine, anche la questione relativa all'eredità stimata in 150 milioni di dollari. A contendersela l'ex moglie, le ex compagne e i rispettivi figli pronti ad avviare una guerra legale.

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