Mosca, stop a truppe sul confine separatista ucraino

23 apr 2021

Lasciano la Crimea via terra, via mare, con i treni, l'imponente schieramento militare dispiegato da Mosca sul confine Russo Ucraino. Nelle regioni separatiste è iniziato il rientro in base. A darne notizia il Ministro della Difesa Russo Sergei Shoigu, dopo aver passato in rassegna le truppe impegnate nelle manovre militari delle regioni Sud occidentali, non lontane dalle zone separatiste ucraine del Donbass, dove i filorussi sognano la via della Crimea che nel 2014 si è auto annessa alla madre Russia, soprattutto dove Mosca sente ancora di avere influenze e ideali confini, uno schieramento poderoso per un'esercitazione che ha fatto temere il riaccendersi del conflitto, 60 navi, diecimila soldati, 1200 veicoli impegnati sulla carta militare, in un'esercitazione che ha movimentato più di 100.000 uomini e che nella dialettica diplomatica è stato un messaggio forte e molto chiaro. Considero gli obiettivi raggiunti ha detto il Ministro della Difesa avviando il ritiro delle truppe ma lasciando la dotazione pesante del 41esimo Reggimento Russo nella base di Dornbusch, a 160 km ad est del confine Ucraino. L'ordine di ritiro nelle stesse ore in cui il Presidente Russo Vladimir Putin a margine dell'incontro con l'uomo forte della Bielorussia Lukashenko ha invitato a Mosca il suo omologo Ucraino Zielinski, per un incontro, un faccia a faccia per rilanciare gli accordi di Minsk, ma forse sarebbe meglio dire, per blindare quell'accordo di pace dalle tentazioni nazionaliste Ucraine. Negli ultimi mesi Kiev ha lavorato ad un'alternativa di pace, un negoziato chiamato Piattaforma Crimea che vorrebbe la revoca dell'annessione della penisola da parte della Russia, un progetto sostenuto da un'alleanza di 10 paesi capeggiata dalla Turchia, un'eventualità inaccettabile per Mosca che ordina il ritiro sì delle truppe, comanda la pacificazione dei confini ma lascia l'artiglieria pesante nell'area.

pubblicità
pubblicità