Nagasaki, appello solenne per il disarmo nucleare

09 ago 2020

Prima all'alba i giovani studenti di Nagasaki hanno commemorato l'anniversario davanti all'epicentro, proprio nel posto dove a 500 metri di altezza, è caduta la seconda bomba atomica Fat Man, "grassona". Poi qui alla cattedrale di Urakami, una cattedrale simbolo di Nagasaki, simbolo della cristianità di Nagasaki, completamente distrutta dalla bomba, ma proprio grazie anche al fatto che la bomba sia scoppiata a circa 4 km di distanza dall'obiettivo prefissato, ha salvato buona parte della città dalla distruzione completa. Nonostante questo, tra le 22000 alle 40000 persone sono morte all'istante. Oggi si celebra il 75° anniversario, alla presenza ancora una volta del premier Shinzo Abe, che ha fatto un brevissimo discorso ancor più breve di quello di Hiroshima, senza toccare l'argomento più scottante di questi giorni anche per la stampa giapponese, ma soprattutto per l'opinione pubblica, e cioè il fatto che il Giappone non abbia ancora, né abbia intenzione di firmare il trattato di non proliferazione degli armamenti nucleari. Un trattato firmato da 122 Paesi, ma non dal Giappone e ovviamente non dai Paesi del vecchio e nuovo club nucleare. Una mancanza che, secondo la maggior parte dei quotidiani giapponesi, non è assolutamente accettabile e che all'interno del Parlamento del Giappone, l'opposizione unita ha chiesto con una mozione di rivedere. Penso proprio che dovremo firmare, ma la mia voce non conta nulla. Che dire, noi lo chiediamo da tempo, ma la nostra voce non sembra sia ascoltata. Proprio così, io la penso così.

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