Nasa e SpaceX, riesce il primo ammaraggio dopo 45 anni

03 ago 2020

Posizione attuale pianeta terra. Così alla fine di una maratona social la Nasa ha comunicato che la navicella Crew Dragon era tornata a casa, per la precisione nelle acque del Golfo del Messico. 45 anni dopo l'ultimo ammalaggio del 1975, un'altra epoca, in piena guerra fredda e a ridosso dell'epopea del programma Apollo. La missione, la prima in partnership con un privato, la Space X di Elon Musk era decollata lo scorso 30 maggio da Cape Canaveral, direzione stazione spaziale internazionale, a bordo per 64 giorni gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley hanno lavorato per le missioni del futuro. L'orizzonte ora è tornare sulla Luna e non fermarsi lì, Marte sarà la prossima conquista della specie umana, è ancora corsa allo spazio e i competitor sono agguerriti, su tutti la Cina, ed è anche geopolitica, nell'alleanza con Space X c'è anche il tentativo della Nasa di smarcarsi dalla tecnologia russa, dopo anni di affitto delle Soyuz, durante il rientro gli scudi della navicella hanno supportato una temperatura di quasi 2000 gradi centigradi, mentre la capsula ha rallentato da una velocità in orbita di 17500 miglia orarie fino a 350 nell'atmosfera, e infine 15, sorretto dal doppio paracadute prima di ammarare, alle 14:48 locali, le 20:48 italiane. Sono partite le operazioni di recupero per frenarla fino in Florida. Dopo le visite mediche i due astronauti volati sulla terraferma in elicottero, potranno riabbracciare le famiglie. Serviranno settimane per il completo recupero. Intanto la nazione li celebra, dal Presidente americano Trump, a Musk che centra l'ennesimo successo, mentre la Nasa promette che questo è solo l'inizio.

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