Natale col Covid, fra tradizione e distanziamento

25 dic 2020

Un Natale fragile quello del 2020 in tutto il mondo, cerimonie religiose e tradizioni sono state stravolte dalle rigide norme anti contagio, a partire dagli orari delle celebrazioni, fino alle presenze senz'altro ridotte. Eppure la pandemia e la paura del virus hanno conferito a questo Natale una solennità e una forza inattese, a partire dalle celebrazioni di basso profilo, senza pellegrini, tenute dal patriarca di Gerusalemme dei latini a Betlemme, monsignor Pizzaballa, lui stesso appena risultato negativo dopo aver contratto il virus o come a Parigi, dove il coro della cattedrale di Notre-Dame è tornato a cantare per la prima volta dal devastante incendio dello scorso anno. È stato il Natale delle mascherine e del distanziamento, dalle Filippine all'Ungheria, nei riti e nelle tradizioni, come in Australia dove l'albero di Natale è stato fatto e vissuto all'aperto per stare insieme a distanza come su questa spiaggia a Sydney. E il pensiero non può non andare ai camionisti europei che hanno trascorso il Natale bloccati nel porto di Dovern nel Regno Unito per l'isolamento causato dalla variante inglese del virus.

pubblicità
pubblicità