Navalny avvelenato, il Cremlino respinge le accuse

25 ago 2020

Da Francia, Slovacchia, Stati Uniti, l'ambasciata americana a Mosca, e forse si aggiungeranno altri Stati, arriva l'appello perché la Russia di Putin approfondisca il caso Navalny. Dal canto suo la Russia respinge le accuse. Nessuna indagine ora sul presunto avvelenamento dell'oppositore russo Alexei Navalny. Un'ipotesi avanzata dai medici tedeschi che rende necessaria un'inchiesta immediata completa e trasparente, ha dichiarato l'ambasciatore americano in Russia, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, risponde: se l'avvelenamento di Navalny con qualche sostanza particolare verrà stabilito questo diventerà motivo di indagine. Il dissidente è ancora in coma indotto e le sue condizioni di salute restano serie, anche se non versa in acuto pericolo di vita, stando ai sanitari di Berlino che lo hanno attualmente in cura. Tuttavia - aggiungono anche i medici - al momento non si possono escludere delle conseguenze al sistema nervoso. Le analisi hanno fatto emergere tracce di una potente neurotossina, un inibitore della colinesterasi, contro il quale il paziente viene sottoposto ad un trattamento a base di atropina. Poche ore dopo l'atteso bollettino del prestigioso ospedale della capitale tedesca è arrivata la reazione di Angela Merkel. Insieme al suo Ministro degli Esteri ha chiesto a Mosca di fare subito chiarezza affinché i responsabili siano puniti. L'Unione europea condanna fortemente quello che appare come un attentato alla vita di Navalny e chiede che i responsabili vengano portati davanti alla giustizia.

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