Navalny, corte europea apre procedimento

20 apr 2021

Alexei Navalny deve ricevere le cure necessarie ed essere trattato con umanità. A chiederlo è la comunità internazionale, in ultimo la Cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha espresso la sua preoccupazione, anche per quanto sta accadendo al confine con l'Ucraina, dove le truppe russe stanno creando, ha aggiunto, un'attenzione allarmante. Prima di lei, a chiedere cure e rispetto ai diritti umani, tra gli altri la Casa Bianca, che a Mosca ha ricordato di essere responsabili e il nostro Ministro degli Esteri. Mentre la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ha aperto un procedimento, con la notifica al Governo russo, del ricorso presentato dal dissidente, che lo scorso 20 gennaio, ha sollevato il caso, sostenendo che la sua condanna è un rischio per la sua vita, in quella occasione, ha denunciato anche i maltrattamenti subiti in carcere. In sciopero della fame, con un fisico che secondo il suo medico, è già provato dall'avvelenamento subito, rischia ora di morire. A scriverlo, senza mezzi termini, la sua portavoce su Twitter, che qualche giorno fa, ha affidato al social la sua denuncia. Sta morendo, ha scritto, nelle sue condizioni è una questione di giorni. "Minacciano l'alimentazione forzata e non mi fanno visitare dal mio medico" denuncia Navalny. "Hanno paura che si scopra, che la perdita di sensibilità nei miei arti, potrebbe essere legata all'avvelenamento" spiega. "Fa fatica a parlare, è molto dimagrito" conferma la moglie "Ha perso almeno 13 Kg, finora". Versione opposta, quella resa dal servizio penitenziario russo, che il 6 aprile, ha fatto visitare Navalny da alcuni medici, che hanno giudicato le sue condizioni soddisfacenti.

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