Nozze in Giappone, la principessa Mako si sposa

26 ott 2021

Lui il codino blasfemo se l'era anche tagliato e lei per zittire le voci che quei soldi sarebbero potuti servire a saldare i debiti della madre di lui ha rinunciato alla più che discreta buonuscita Imperiale, circa un milione di dollari, tanto spetta alle principesse che alla crudele noia di corte preferiscono la libertà. Nessuno sinora però l'aveva fatto, tant'è che l'Agenzia Imperiale ha faticato non poco per giustificare legalmente il mancato esborso ma non è bastato. Nonostante la popolarità della famiglia Imperiale, a differenza di quella dei politici, non sia mai stata così forte in questo periodo, i giapponesi questo matrimonio proprio non riescono a mandarlo giù. I grandi media l'hanno ignorato, oggi hanno aperto quasi tutti con la grande notizia che la locale Disneyland resterà aperta tutta la notte per celebrare Halloween mentre i tabloid hanno continuato ad azzannare i poveri sposi. Fanno bene a scappare, hanno già provocato abbastanza imbarazzo, tuona ad esempio lo Yukan Fuji, riferendosi al fatto che la principessa e il suo sposo, il giovane e promettente avvocato Kei Komuro hanno deciso di andare a vivere negli Stati Uniti. Erano 28 anni che in Giappone non si celebrava un matrimonio Imperiale sia pure a metà. Eppure non c'è stata nessuna cerimonia ufficiale, nessuna diretta TV. Dopo la semplice registrazione all'anagrafe i due giovani sposi si sono rifugiati in albergo e dopo una breve conferenza stampa si sono congedati dal pubblico e dal Giappone, qualcuno dice per sempre. Sono dei veri eroi, dichiara e uscendo dal coro Kazuko Ito, presidente di Human Rights Watch. Non è da tutti avere il coraggio di uscire dagli schemi e di scegliere la libertà, rivendicando il diritto ad una vita normale. Colpisce anche la mancanza di reazioni ufficiali da parte del governo, delle istituzioni e persino della famiglia Imperiale. Auguro loro massima felicità, se è questo che cercano, aveva dichiarato nei giorni scorsi il padre di Mako, il principe Akishino. Nessuno sa quale sia stata invece la reazione di Masako, l'attuale imperatrice, protagonista a suo tempo della decisione opposta. Su insistenza del padre e della sua famiglia di origine rinunciò infatti a una brillante carriera diplomatica per consegnarsi a Corte dove ha subito contratto, senza ancora guarirne completamente, una pesante forma di depressione che giapponesi in uno dei loro più efficaci eufemismi chiamano raffreddore dell'anima.

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