Nucleare, Iran conferma ispezioni Aiea, ma apre a Usa

22 feb 2021

Da un lato l'amministrazione americana che punta sulla diplomazia e chiede all'Iran di avvicinarsi al tavolo dei negoziati, dall'altro l'irremovibile stato islamico che non cambia linea e insiste: "Washington revochi le misure se vuole trattare". Al centro delle dispute l'accordo sul nucleare del 2015 firmato dagli USA di Barack Obama con l'Iran e i paesi del Consiglio di sicurezza dell'ONU, patto che limita lo sviluppo delle capacità nucleari iraniani. In cambio gli Stati Uniti si impegnano a cancellare le sanzioni economiche in vigore da anni nello stato islamico. Nel 2018, però, cambia tutto. La presidenza Trump abbandona l'accordo, stabilisce nuove sanzioni, tuttora attive. L'amministrazione Biden, però, potrebbe far ripartire il confronto con l'Iran, anche se nel frattempo, per difendere le sue ragioni, il Paese ha iniziato a violare i termini del patto nel 2015, come? Arricchendo più uranio del consentito e producendo grammi del cosidetto uranio metallico, l'anticamera della bomba nucleare. Gli Stati Uniti chiedono all'Iran di fermare le violazioni in corso per applicare il patto del 2015 e quindi rimuovere le sanzioni. L'Iran, però, risponde dicendo: "siete stati voi ad abbandonarlo e imporre sanzioni a noi, quindi la prima mossa deve essere vostra". Rafael Grossi, capo IAEA, sembra aver trovato una soluzione a questo impasse: a nome del segretario dell'ONU Gutierrez Grossi ha invitato gli iraniani a partecipare ad una riunione moderata dai due insieme agli altri firmatari del patto del 2015, proposta che l'Iran sembra aver accettato nell'attesa di altri negoziati.

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