Nuclerare, Iran esce da accordo internazionale

07 lug 2019

Alla fine il giorno del tanto temuto annuncio è arrivato. È scaduto infatti in queste ore, l'ultimatum a Stati Uniti e Unione Europea, dopo il quale l'Iran comincerà ad arricchire l'uranio oltre il 3,67%, dando così il via libera alla possibile produzione di una bomba atomica. La soglia da non superare era stata stabilita nell'accordo internazionale del 2015, fortemente voluto dall'allora Presidente americano Barack Obama. Un accordo poi tradito col cambio di amministrazione alla casa bianca e la reintroduzione da parte di Donald Trump di sanzioni che stanno strangolando l'economia iraniana. Teheran aveva comunicato le sue intenzioni lo scorso 8 maggio, auspicando un intervento deciso da parte degli altri firmatari dell'accordo, Francia, Germania, Gran Bretagna, Cina e Russia, oltre appunto all'Unione europea, per alleviare l'impatto delle sanzioni. Il regime degli ayatollah si è trovato costretto a constatare invece la passività, soprattutto dell'Europa, sulla quale aveva contatto maggiormente. In una conversazione telefonica avvenuta nella giornata di sabato con il Presidente francese Emmanuel Macron, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha affermato che gli USA devono porre fine a quella che ha definito "la guerra economica contro il suo Paese", avvertendo che essa può portare a nuove minacce alla regione e al mondo. Secondo i media iraniani, Macron avrebbe sostenuto la necessità di mantenere sotto controllo la situazione, salvando l'accordo del 2015. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, AIEA, ha convocato per mercoledì prossimo una riunione speciale su spinta degli Stati Uniti. L'ambasciatore americano Jackie Wolcott aveva richiesto l'incontro per discutere l'ultimo rapporto dell'agenzia, in cui veniva confermato che l'Iran avrebbe già violato i limiti di 300 kg per le scorte di uranio arricchito.

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