Nuova Zelanda e il voto plebiscito sulla premier Jacinda

16 ott 2020

I sondaggi sono per lei, Jacinda Ardern, 40 anni, tra i capi di Governo più giovane al mondo e premier della nuova Zelanda, in corsa per il secondo mandato, a spingerla nei numeri e sui giornali di tutto il mondo la gestione della pandemia nello stato insulare di 5 milioni di abitanti che governa dal 2017, dopo aver agito con prontezza nel chiudere il Paese un risorgere dei casi ad agosto ha fatto perdere sostegno al suo Governo. Eppure nelle ore prima del voto il suo partito laburista aveva 15 punti di vantaggio sui conservatori della suarivale principale, Judy Collins, Jacinda è la signora gentilezza, parola chiave della sua agenda politica che l' ha portata nel 2019 a varare una legge di bilancio in cui la felicità compare tra i principali indicatori economici, ha anche tenuto unito il Paese nel 2019 dopo il trauma degli attacchi terroristici a Christchurch, seconda città della Nuova Zelanda. Tuttavia, non ha sempre suscitato quello che oggi qualcuno chiama Jacinda-mania. I laburisti hanno perso numeri a favore dei nazionalisti che siedono con loro in coalizione nei mesi passati. La causa sarebbero tra l'altro alcune promesse di Jacinda non mantenute dicono i detrattori, unità abitative di cui il Paese ha necessità mai costruite, investimenti nelle infrastrutture mai presentata. Poi è arrivata la pandemia e gli equilibri sono cambiati. L'azione d'anticipo della premier ma con un approccio pacato ha contenuto il virus, ci sono stati circa 2000 contagi e soltanto 25 decessi in Nuova Zelanda, s'è tirata così appoggio in casa e attezione internazionale, Jacinda, il voto in nuova Zelanda offre un assaggio di una democrazia più calma in tempi di Covid 19 ha scritto Time Magazine, ora tutti concordano, il voto è un referendum su di lei e sulla sua gestione dell'emergenza sanitaria e Jacinda Ardern potrebbe diventare la prima politica neozelandese a ottenere dal 1996 una maggioranza pulita che le permetterebbe di governare da sola e non in coalizione con i nazionalisti.

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