Ny, Harvey Weinstein riconosciuto colpevole di stupro

25 feb 2020

Dopo la sentenza il deambulatore è uscito senza di lui. Harvey Weinstein, invece, è stato portato via dagli agenti in manette e trasferito in ambulanza a Rikers Island, la prigione sull'isola tra il Bronx e Queens, dove l'ex re di Hollywood entra con una doppia condanna per stupro. Eppure, al verdetto della Corte del Tribunale di Manhattan, l'imputato non ha mostrato alcuna emozione, è rimasto seduto, non ha proferito parola, come poco prima, quando, entrando in Aula, è rimasto imperturbabile a quelle donne che lo incalzavano cosi. Per lui ora resta l'attesa della sentenza definitiva dell'11 marzo prossimo. Per i capi di imputazione di cui è stato riconosciuto colpevole, Weinstein rischia fino a 29 anni. Dopo 49 giorni di processo e 26 ore e mezzo di Camera di Consiglio la Corte ha condannato il produttore per due reati su 5. Nel 2006 abusò sessualmente della sua ex assistente Miriam Haley e sette anni dopo stuprò, in una stanza d'albergo, l'aspirante attrice Jessica Mann, approfittando della sua prostrazione psicologica. Assolto invece dall'accusa peggiore, quella di predatore sessuale, ovvero il violentatore seriale che lo avrebbe condannato, certamente, al carcere a vita, La battaglia in appello, annunciata dai legali di Weinstein, sarà comunque in salita. Una vittoria a metà per il Movimento Me Too, che dal 2017 ha raccolto le accuse di più di 80 donne vittima del produttore cinematografico, aprendo la stagione della rivolta antisessista in tutto il mondo. Di quelle 80 storie solo queste due sono poi finite in tribunale, le altre sono state cancellate da accordi extragiudiziari milionari. La rivincita dell'assistente, dell'aspirante attrice, segna un punto indelebile nel più grande scandalo sessuale degli ultimi decenni.

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