Okinawa, picco di contagi nelle basi Usa

13 lug 2020

Emergenza Covid-19 a Okinawa, l'isola al Sud del Giappone, dove sono stanziati all'interno di varie basi oltre 50.000 marines americani. Nei giorni scorsi si sono, infatti, verificati alcuni contagi non immediatamente comunicati al Governo dell'isola, all'interno delle due basi principali; contagi che ora sono arrivati a un centinaio, provocando manifestazioni di protesta da parte dei cittadini e dure reazioni da parte del governatore Denny Tamaki, da anni schierato contro la presenza delle basi e i lavori in corso, continuamente sospesi, per spostarne la più grande, quella di Futenma. "È evidente che sui contagi gli americani ci hanno mentito e che non sono in grado di gestire l'emergenza" ha detto il Governatore, chiedendo al premier Shinzō Abe di intervenire immediatamente con l'Amministrazione USA. Ma nel frattempo la salute dei cittadini di Okinawa, che a prezzo di tanti sacrifici hanno ridotto al minimo gli effetti della pandemia, non può essere messa a rischio da comportamenti arroganti e irresponsabili. L'improvviso aumento dei contagi, che ha portato per ora all'isolamento delle due basi, pare dipenda dagli avvicendamenti di personale che le autorità militari USA hanno continuato ad operare nonostante la chiusura delle frontiere decretata dal Giappone; chiusura che pare non sia valida per il personale militare. Nel frattempo anche a Tokyo continuano ad aumentare i contagi. Per il quarto giorno consecutivo ne sono stati registrati oltre 200, l'incremento più alto dall'inizio della pandemia. E mentre il Governo sta pensando a un nuovo, sia pure limitato ad alcuni quartieri, lockdown, esplode la polemica sui ristoranti e i locali notturni che offrirebbero 100.000 yen, poco meno di 1.000 euro, a tutti i dipendenti che si sottopongono al tampone. Se positivi possono essere, infatti, lasciati a casa a spese del Governo, mentre i locali possono continuare a restare aperti.

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