Onu: 2020 anno tra i tre più caldi di sempre

20 apr 2021

Anche il Covid è stato uno dei fattori che ha contribuito a fare del 2020 uno dei 3 anni più caldi di sempre, in una tendenza che nell'ultimo decennio appare ormai inarrestabile. Nemmeno la frenata delle attività, causata dalla pandemia, è bastata a rallentare questo fenomeno. Non solo, tutti i principali indicatori climatici evidenziano un cambiamento inarrestabile e continuo, caratterizzato da un'intensificazione di eventi estremi, con gravi perdite e danni che hanno generato tre crisi intrecciate: climatica, economica e sociale. L'allarme arriva dal rapporto ONU sullo stato globale del clima. Siamo sull'orlo dell'abisso, il tempo è scaduto, avverte il Segretario Generale delle Nazioni Unite. "Questo è un rapporto spaventoso e deve essere letto da tutti i leader del mondo. Il 2020 è stato un anno senza precedenti per tutti gli abitanti del pianeta". La misura della preoccupazione arriva dai dati: l'anno scorso la temperatura media globale è stata di circa 1,2 gradi Celsius al di sopra del livello di inizio del secolo, pericolosamente vicino alla soglia massima stabilità dall'accordo di Parigi. E gli ultimi sei anni sono stati i più caldi mai registrati, con il periodo 2011-2020 risultato il decennio più bollente, con la calotta glaciale della Groenlandia che ha perso 152 miliardi di tonnellate di ghiaccio, contribuendo, come sempre, all'innalzamento medio globale degli oceani. Non solo, le concentrazioni di anidride carbonica sono aumentate del 148% rispetto ai livelli preindustriali, numeri destinati a toccare un nuovo record nel 2021. "La causa è chiara: è uno sconvolgimento climatico causato da attività umane, decisioni umane e follia umana, e gli effetti sono disastrosi. Secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente negli ultimi 40 anni il cambiamento climatico è costato, solo in Europa, 446 miliardi di euro, con una perdita annuale di quasi il 3% del rapporto interno lordo per ogni singolo Stato.

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