Orban perde Budapest, Polonia vince il sovranista Kaczynski

14 ott 2019

Una vittoria storica e simbolicamente cruciale. Una sconfitta che brucia. Budapest, la perla del Danubio, dopo 9 anni di governo della destra passa alla sinistra. Vince il candidato delle opposizioni, unite sotto lo stesso cartello, per fare muro e sconfiggere il partito di Orban, al potere incontrastato da 10 anni. “Budapest tornerà green e libera!” Queste le parole entusiaste del neo sindaco Karacsony, ecologista di sinistra ed europeista convinto. “Questa vittoria - continua - riporterà Budapest nel XXI secolo. Questa vittoria manterrà la città dove la storia l'ha sempre elevata! La riporteremo in Europa!” (Applausi) Karacsony ha conquistato il 51% dei consensi davanti a Tarlos, Sindaco dal 2010, fedelissimo di Orban, che si è fermato al 44 e che paventava caos, incertezze e campi di battaglia, proponendo, invece, i valori cari a Orban, patriottismo, nazionalismo e coscienza nazionale e indulgendo nel populismo più sfrenato, con tanto di distribuzione gratis di patate e viveri di prima necessità, come si vede in queste immagini. 10 grandi città su 23 sono passate, dunque, all'opposizione, che ha sperimentato, come ultima ratio, il tutti contro uno, tollerando anche la desistenza dell'estrema destra. La scommessa è stata vinta, il partito del premier conservatore populista e sovranista subisce il primo scacco. Di tutt'altro segno l'esito delle elezioni legislative in Polonia: il partito sovranista di destra PiS del leader Kaczynski mantiene il potere e ottiene la maggioranza assoluta in Parlamento. Anzi, raggiunge un risultato mai raggiunto! Ma non tutti esultano. “Non nascondo la mia tristezza - dice questa donna - la Polonia continuerà, come ha fatto negli ultimi 4 anni, a essere vista sulla scena internazionale come un Paese che combatte l'apertura e si chiude alla tolleranza.” Esultano, invece, i suoi sostenitori. E Julia Post fa così: “Dobbiamo mantenere la nostra credibilità, dobbiamo fare in modo che nessuno abbia dubbi, che quello che stiamo facendo sia buono, reale e responsabile.” A differenza dell'Ungheria, l'opposizione, pur riunita nella Coalizione civica, si ferma al 27% e ora si lecca le ferite e riflette sugli errori. Ma il vento che soffia su Varsavia è ben diverso da quello di Budapest: per la prima volta entreranno in Parlamento anche i nuovi nazionalisti di estrema destra di Confederazione che hanno ottenuto il 7 %.

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